Quando si incontra un proprio mito l'emozione più frequente è , dolente ammetterlo, la delusione, ma quando si assiste ad un concerto di Iggy Pop la leggenda non può che aumentare.

Ha da poco compiuto i 53 anni ma è sempre lui, l'Iguana.
Ha sconvolto ancora chi lo vedeva per la prima volta e confermato agli altri che è ancora in ottima forma, anzi sembra veramente che sia passato un bel pezzo da quando ha attraversato un periodo così.
Presente come headliner al Gurtenfestival nella giornata del sabato è stato anticipato da vari gruppi come Alpha Blondie, Ani di Franco e Guano Apes che hanno riscosso un buon successo ma non paragonabile al calore che è stato a lui riservato, nonostante la giornata (come del resto quelle precedenti) è stata caratterizzata da pioggia battente inframezzata da spiragli di sole e tempesta con grandine che hanno provveduto a ridurre i prati ad una palude fangosa, anche se la buona organizzazione del festival (che si svolge ogni anno in un bel parco nella cime di un monte) hanno limitato i danni ricoprendo parte del terreno antistante i palchi.
Liquidando l'ultimo album Avenue B con sole 3 canzoni (Shakin' all over, Corruption ed una Espanol dagli arraggiamenti decisamente più hard rock), l'Iguana (presentatosi al solito a petto scoperto nonostante i 10 gradi di temperatura) ha ricordato i tempi migliori eseguendo senza sosta nell'arco di un'ora e mezzo tutte le canzoni più famose del suo repertorio: quindi è stato un furore di Raw power, Search 'n' Destroy, Lust for life, The passenger, Cold metal, No fun, Sixteen, Death trip, I got a right, TV Eye, una devastante I wanna be your dog più tante altre con gran finale con la cover Louie Louie (pezzo la cui prima versione incisa da Iggy risale addirittura al 1963).
Tutte eseguite con la medesima foga, senza smettere mai di saltare o incitare il pubblico, buttandosi in mezzo alla folla, denunandosi durante Lust for life 'fottendo' amplificatori ed eseguendo pericolose acrobazie con microfoni ed aste.
Il solito Iggy Pop insomma, che ancora una volta ha dimostrato di fare quello che è: quando dice che il suono delle chitarre in 30 anni gli hanno modificato la chimica del corpo e che sul palco si trasforma non lo si può dubitare.
Finito il concerto ci ha atteso una discesa di mezzora a piedi nei boschi per raggiungere la città, ma anche allora , ricoperti di acqua e fango, i 550 Km che ci separavano da casa non ci sono sembrati più che trascurabili.