Italia - Spagna 1-1

 

L'anno scorso il mio personale derby Italia-Spagna fu una vera debacle, come quella calcistica agli europei: le differenze tra i concerti (con tutto quello che c'è intorno oltre all'esibizione stessa) degli Stooges tra Milano e Valencia è stato a senso unico, basta solo citare le location: una assolata e arroventata distesa di cemento in un desolato centro fiere di giugno contro un parco all'interno di un altro parco.
Quest'anno le cose sono andate diversamente ed anche se si è trattato di un sostanziale pareggio probabilmente la parte italiana ha meritato di più.
Per le location, il suggestivo Parc del Forum in riva al mare per il Cruilla festival (parente un po' povero di altri festivaloni Barcelonesi) nulla può contro lo spettacolare castello di Villafranca, forse il posto più bello in cui sono stato per un concerto.
Certo là c'era un clima fresco e qua un caldo soffocante, là organizzazione perfetta e molte attrattive di ogni tipo, qua cani e poliziotti per 26 denuncie per possesso di droga e molti abusivi..
Una curiosità: un estenuante sound check ha caratterizzato l'attesa dello spettacolo veronese, tanto da attirare gli improperi al già furente Josh dei più impazienti e i dubbi dei più smaliziati che non si capacitavano che non avessero ancora fatto i suoni: il motivo è che il giovane fonico locale (strano ma vero gli Stooges girano senza un fonico loro) nel pomeriggio aveva salvato sul mixer digitale i volumi ma non i gain, costringendo a rifare tutto il lavoro giusto prima dell'inizio.
Il Cruilla festival non abbondava di nomi eccelsi, solo artisti spagnoli che non rimpiango e i Gogol Bordello, la cui esibizione però è stata tanto divertente all'inizio quanto ripetitiva e un po' noiosa nel proseguimento, mentre per la data nostrana hanno entusiasmato i bolognesi Cut, che finalmente raccolgono parte di quello che si meritano. Iggy in persona è andato a complimentarsi con loro dicendogli di aver apprezzato la loro esibizione e questo di sicuro non succede spesso!
Le esibizioni grossomodo si equivalgono: se in quella italiana l'Iguana è apparso più in forma e decisamente più energico, l'aneddoto da ricordare viene dalla Spagna: su I wanna be your dog, fa uno scarto, butta un'occhiata, un paio di giravolte e di colpo si tuffa a volo d'angelo sul pubblico scalmanato delle prime file.
Ora, un conto è vedere Iggy che si tuffa sul pubblico su Youtube, un altro è esserci sotto perchè solo così ci si rende conto di cosa vuol dire tuffarsi da un palco alto due metri e distante altrettanto ed atterrare nella bolgia..ci vuole una certa dose di follia unita ad una certa impazienza e vera dedizione al pubblico che ti segue. Infatti l'atterraggio non è stato dei più morbidi e Ig vacilla per qualche istante, poi torna sul palco sporco di sangue..da lì non perderà un colpo, anche se ogni tanto dovrà pulirsi dal sangue di una ferita in bocca.
Una critica che ho letto una volta a proposito dello storico live della reunion di Torino del 2004 mi ha sempre molto divertito, e cioè che più di un concerto sembra un incontro di wrestling..qualche fondamenta in effetti c'è dato che c'è una parte recitata ma che riesce ad essere comunque molto autentica.
Ad uno dei primi suoi concerti che ho visto 12 anni fa, un mio amico riuscì a salire sul palco e ricordo distintamente quello che mi disse dopo, e cioè che Iggy aveva un'espressione di sincera gratitudine verso di loro che erano saliti sul palco, sincera gratitudine...
Le scalette sono state sostanzialmente simili, rispetto allo scorso anno è sparita purtroppo Death trip ma è tornato un grande classico come Louie Louie che dal vivo ha sempre un effetto garantito, mentre una vera sorpresa è stato il ripescaggio quest'anno (ma non al Cruilla) di I got nothin', che da sola vale il prezzo del biglietto. In Spagna si è concluso con Open up and bleed (introdotta con "Quando ero giovane odiavo tutti..ed ora odio ancora tutti!") mentre a Villafranca addirittura con un paio di pezzi in più ed al secondo bis con Your pretty face is going to hell (ovviamente dedicata alle bellissime ragazze delle prime file a cui Ig facevi molti complimenti).
Se il pubblico italiano è riuscito a guadagnarsi l'ambito secondo encore, quello spagnolo si farà ricordare ancora una volta per le grandi quantità di birra ingurgitate ma soprattutto gettato sulle teste degli altri presenti durante l'esibizione come sembra essere ormai un'usanza locale..alla faccia della crisi..
Un'altra nota di colore per il grande Mike Watt, che ormai appare più vecchio e decisamente più zoppo di Iggy..mentre il grande assente è stato ancora Scott Asheton, che sembra però finalmente sulla strada buona e dovrebbe riprendere il suo posto dietro le pelli da Ottobre.
Insomma un altra doppia esibizione da ricordare e che mi fa sottolineare ancora una volta come certe esperienze più che guardarle su Youtube è meglio viverle sotto il palco.


La scaletta di Villafranca:

Scaletta concerto