Ci Contiamo

 
Nonostante tutte le morti eccellenti di questo 2016 più la fine definitiva degli Stooges decretata ufficialmente da James Williamson, e la dichiarazione che Post Pop Depression sarà probabimente il suo ultimo lavoro, Iggy è più vivo che mai.
Dopo un album bello come non ne faceva da molti anni e una tourneè lunga come non faceva da ancora più tempo (ed anche in madrepatria!), composta dalla parte primaverile con Josh Homme e soci a supporto del nuovo album, quella estiva è la classica gita per i festival europei (con una coda autunnale in giro per il mondo).
Il SuperBockSuperRock a Lisbona in questo caso, nella magnifica cornice della fiera, l'ex sede dell'Expo del 98 in questo caso molto ben mantenuta e sfruttata.
La cornice è notevole, il pubblico numeroso e competente (e ancora in festa per il recente europeo: tra uno spostamento da un palco e l'altro alla fine di un live è solito che intonino tutti la loro canzone della vittoria).
Il palco principale, dove suona Iggy, è la MEO Arena, un impressionante anfiteatro al chiuso molto capiente con un'ottima acustica e..l'aria condizionata.
Le luci si spengono e tra il boato del pubblico compare la band che velocemente prende posto, ma non abbastanza per Iggy che come al solito li incita a grandi gesti a sbrigarsi dal bordo palco per poter fare il suo ingresso trionfale.
E quando si comincia con No Fun l'inizio non può che essere fragoroso.
E' un Iggy che sembra rinvigorito rispetto all'anno scorso e l'inizio lo testimonia, dato che si prosegue con I Wanna Be Your Dog, Lust For Life e The Passenger.
Anche la band è rodata e sembra quasi di essere tornati ad un concerto degli anni 90 per l'energia sprigionata.
Pochi i momenti lenti (Mass Production, Nightclubbing e Sister Midnight), un gran recupero con Repo Man (rispolverata già dal tour primaverile) e purtroppo solo Sunday dall'ultimo album uscito.
Finalmente però ricompare qualcosa da Raw Power, ed è ovviamente Search & Destroy che chiude lo spettacolo dopo i consueti bis.
Anche se ormai non chiama più il pubblico sul palco e non anche questa volta non ha fatto stage diving non è comunque mancato il contatto, sfruttando infatti la barriera che divideva a metà il pubblico tra destra e sinistra, dai megaschermi si vedeva spesso Iggy aprirsi la strada saltellando tra le miriadi di braccia protese a toccarlo.
Un ottimo concerto insomma, l'ennesimo da ricordare.
Circa 8 anni fa aveva predetto che avrebbe continuato a fare concerti fino a 70 anni, e forse oltre.
Nonostante non sembrava così probabile allora ci sei quasi Iggy, ci contiamo: arrivederci al prossimo anno.