Nessuna sorpresa: si sapeva già quasi tutto prima che il Rock in IdRho puzzava di fregatura e di fregatura all'italiana per la precisione.
Ormai si sa che i soldi con la musica si fanno con i concerti, ma siccome pure li c'è aria di crisi si cerca di fare piu soldi possibile speculando con tutto quello che ci gira intorno.
C'e da premettere però che è stato un successo: 30000 persone ad un mercoledi di giugno sono una bella cifra, visto soprattutto i flop ripetuti dei festival italiani, Heineken in primis che nonostante nomi pop di richiamo come Coldplay e Negramaro sono stati salvati solo dal solito Vasco alla serata finale.
Si parte dalla location che in un festival è di fondamentale importanza per godersi la giornata e la distesa senza fine di cemento arroventato della fiera di Milano sicuramente è un colpo basso..l'unico verde è nei parcheggi, in cambio di ben 15 euro ed una mezzoretta a piedi per guadagnare l'ingresso.
Per chi aveva preso la prevendita a 57 euro gli aspetta pura una lunga fila alle casse, praticamente nessuno invece alla cassa dei biglietti (a 50 euro), se non un'infinità di bagarini che cerca di rifilare fregature fin sotto gli sportelli nonostante la finanza che passeggia vicino.
Le file saranno una costante della giornata (sotto al sole): oltre alle casse anche per entrare e soprattutto per prendere qualcosa da bere (a prezzi da festival ovvero rasente rapina) che insieme al miraggio di posti a sedere fanno intuire il gradimento dell'organizzazione.
La vera fregatura sono stati come prevedibile i biglietti maggiorati per pit e vip..siccome non erano stati venduti tutti ne sono stati regalati in gran numero ad inizio giornata e pure non c'erano tutte le cose promesse.
Inoltre data la gran affluenza si era in maggioranza molto lontani dal palco, quindi costretti a seguire il tutto dai maxischermi..che spesso avevano le immagini un po' fuori sincronia rispetto al sonoro con un effetto molto fastidioso..inoltre la grande torre con mixer e telecamere era un po' troppo vicino al palco rovinando la visuale alla maggioranza.
Lo Staff non ha tutte le colpe (anche se sicuramente non è stato trasparente fin dall'inizio) ma la responsabilità principale è da ricercare nella mentalità di organizzazione di questi eventi che in Italia sono visti solo come una mucca da spremere (ad esempio per il salatissimo parcheggio l'organizzazione non ha preso un soldo).
C'è comunque da dire che la qualità nei gruppi c'era, quindi per la parte principale è stato fatto un buon lavoro, anche se con questi numeri non sarebbe stato sgradito un palco secondario. Invece il volume era finalmente degno di un concerto rock..andare in luoghi sperduti almeno un vantaggio lo porta.
Il mio festival è partito con i Band of Horses, interessanti ma probabilmente poco adatti alla giornata molto più rumoristica; gli Hives dal vivo sono una garanzia, sempre molto trascinanti (spassosi tra l'altro gli assistenti vestiti da ninja), mentre i Social Distortion sono apparsi un po' imbolsiti..il tempo passa..
Gli headliner della serata (a loro il merito di aver attirato tanta gente) si sono guadagnati la giornata con un bel concerto vibrante, anche se ammetto che di Dave Ghrol preferisco i side project e che l'abitudine a vederlo in televisione mischiato alla lontanza ed agli effetti video che venivano applicati ai mega schermi mi dava l'impressione di guardare un concerto su mtv se non un videoclip.
Venendo a Iggy & the Stooges hanno suonato per penultimi ed ahimè per molto poco..poco più che una cinquantina di minuti..purtroppo cose che succedono ai festival (pare infatti che gli abbiano imposto di accorciare per recuperare il ritardo accumulato).
E' stato un concerto abbastanza ordinario, anche se l'ordinario di Iggy è comunque su livelli altissimi! La parte più divertente era sentire i commenti di chi non lo aveva mai visto che rimaneva basito di fronte alle sue varie mosse, alla rottura di aste di microfono, ai fan sul palco ed alle provocazioni.
Williamson è sempre molto in forma, dà sempre un ottimo contributo musicale, diverso da quello di Ron, notevoli entrambi ma io comincio di più ad apprezzare quello di James..
Il set è partito con Raw Power, poi Search & Destroy, Gimme Danger, Shake Appeal, 1970, Open Up And Bleed, L.A. Blues, Night Theme, Skull Thing (breve strumentale a base Skull Ring), Beyond The Law, I Got a Right, I Wanna Be Your Dog poi come bis era previsto anche Your Pretty Face Is Going To Hell ma non è stata eseguita quindi grande chiusura corale con No Fun (13 pezzi contro i soliti 18 o 19).
Su Shake Appeal c'è stata la consueta 'invasione di campo', fortunatamente la security ha fatto passare qualche persona dalla 'pit zone' e non è capitato come al festival di Wight (o all'Heineken di tre anni fa..) dove nessuno è riuscito a passare ed allora Iggy ha trascinato sul palco i Vip che erano in zona, tipo Dave Ghrol..
Tirando le somme i soldi sono stati spesi bene, però se per sbaglio si pensa ai festival europei viene un'amarezza che non ti molla più..


(alcune foto)